venerdì 5 giugno 2026

👉DVR: richiedi verifica gratuita a Bergamo

Se hai un'attività a Bergamo, puoi contattarmi per una verifica preliminare della documentazione.

 Tipologia azienda

  • Bar
  • Ristorante
  • Negozio
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  • Impresa edile
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  • Studio professionale
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Servizio richiesto

  • Nuovo DVR
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  • Valutazione rischi
  • Consulenza sicurezza 

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Dott. Paolo Lo Conti

paolo.loconti@gmail.com

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348-8873507

DVR obbligatorio: guida aggiornata 2026 per aziende (Bergamo)

 

Cos’è il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)

Il DVR è il documento obbligatorio previsto dal D.Lgs. 81/2008 che ogni azienda con almeno un lavoratore deve redigere.
Serve a identificare tutti i rischi presenti in azienda, valutarne la gravità e stabilire le misure di prevenzione e protezione.

Non è un documento “formale”, ma lo strumento principale del sistema di sicurezza aziendale.


Quando il DVR è obbligatorio

Il DVR è obbligatorio per:

  • tutte le aziende con almeno un lavoratore dipendente
  • soci lavoratori
  • collaboratori con contratto equiparato
  • tirocinanti

Non è obbligatorio solo per il lavoratore autonomo puro senza dipendenti.


Cosa deve contenere un DVR valido nel 2026

Un DVR conforme alla normativa deve includere almeno:

  • relazione sulla valutazione di tutti i rischi aziendali
  • individuazione delle misure di prevenzione e protezione
  • programma di miglioramento nel tempo
  • individuazione delle mansioni a rischio
  • valutazione dello stress lavoro-correlato
  • rischi specifici (chimico, rumore, videoterminali, movimentazione carichi, ecc.)
  • procedure operative e organizzative
  • data certa del documento
  • firme del datore di lavoro, RSPP, medico competente (se presente) e RLS

Quando va aggiornato il DVR

Il DVR non ha una scadenza fissa, ma va aggiornato ogni volta che:

  • cambia il processo produttivo
  • vengono introdotte nuove attrezzature o sostanze
  • cambia l’organizzazione del lavoro
  • avviene un infortunio significativo
  • cambia la normativa di riferimento

Errori più comuni nelle aziende

Molte aziende commettono errori che rendono il DVR non valido:

  • DVR generico non personalizzato
  • documenti scaricati da internet
  • mancato aggiornamento
  • assenza di valutazione reale dei rischi
  • mancanza di coerenza con l’attività svolta

Un DVR non aggiornato o generico può essere considerato equivalente a DVR assente in caso di controllo.


Sanzioni per mancato DVR

La mancata redazione del DVR comporta:

  • sanzioni penali per il datore di lavoro
  • arresto o ammenda
  • sospensione dell’attività in caso di gravi violazioni
  • responsabilità in caso di infortuni sul lavoro

DVR a Bergamo: perché è importante farlo bene

Per le aziende di Bergamo e provincia, il DVR è anche uno strumento strategico:

  • riduce il rischio di infortuni
  • migliora la gestione aziendale
  • evita sanzioni durante controlli ATS
  • aumenta la sicurezza dei lavoratori

Conclusione

Il DVR non è un semplice obbligo burocratico, ma il documento centrale della sicurezza sul lavoro.
Nel 2026 è sempre più importante che sia aggiornato, specifico e coerente con la realtà aziendale.


sabato 11 aprile 2026

11 aprile. Si spezza il braccio della gru, morti due operai che lavoravano in nero. Erano su un cestello al decimo piano di un palazzo a Palermo; due indagati per omicidio colposo


Erano sul cestello della gru per lavori nel sotto balcone al decimo piano di un edificio in via Marturano, a Palermo, quando il secondo braccio del mezzo si è spezzato: gli operai Daniluc Tiberi Un Mihai, romeno di 50 anni, e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni, sono precipitati facendo un volo di decine di metri e sono morti sul colpo.

Il cestello e il braccio della gru hanno sfondando la tettoia del rivenditore di gomme Gammicchia, che si trova proprio ai piedi del palazzo.

E dalle prime indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro, emerge che i due operai lavoravano in nero senza contratto, come riferito anche dai familiari, e non risulterebbero iscritti né alla Cassa edile né alla Edilcassa. Nel crollo è rimasto ferito un dipendente della ditta di pneumatici, Emanuele Parise di 35 anni, ricoverato nell'ospedale Villa Sofia per la frattura del setto nasale. La Procura di Palermo ha aperto una inchiesta per omicidio colposo, indagati il titolare della ditta Edil Tech per la quale lavoravano i due operai e il proprietario dell'appartamento interessato dai lavori. Si tratta di un atto dovuto che consentirà ai due di partecipare con propri consulenti all'esame autoptico sui corpi fissato, per lunedì, all'istituto di medicina legale del Policlinico. Gli inquirenti stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente, lo stato di manutenzione della gru e se le vittime indossassero i dispositivi di protezione individuali e se fossero abilitati per i lavori in quota, come previsto dalle norme sulla sicurezza.

La Edil Tech costruzioni aveva noleggiato la gru dall'azienda Agliuzza sollevamenti. Oltre ai familiari delle due vittime, saranno sentiti probabilmente anche l'operaio alla guida della gru, il direttore dei lavori, il responsabile per la sicurezza, i titolari della ditta edile e quella di noleggio del mezzo. "Ho sentito un boato, come se fosse crollato un palazzo - racconta una donna che abita in zona - Stavo lavorando, mi sono affacciata e ho visto la gru, il cestello sulla pensilina e i due poveri operai a terra nello scivolo: Ho provato tanto dolore. E' stato un rumore fragoroso come se fosse scoppiata una bomba". E riferisce che "gli operai lavoravano nell'edificio da quindici giorni: passo giornalmente di qua e ogni volta che li vedevo in alto sopra il cestello tremavo".

"Gli operai si trovavano nel cestello per eseguire lavori sulla facciata e i balconi quando sono caduti giù finendo sulla tettoia del gommista. Lì c'erano tre dipendenti che si sono salvati grazie ai copertoni che hanno bloccato la caduta del cestello. Il bilancio poteva essere più grave", dice un altro residente della zona. Cordoglio alle famiglie dei due operai da Cgil, Cisl e Uil che sollecitano più controlli sulle condizioni di lavoro, l'uso dei dispositivi di sicurezza, sulle tutele contrattuali e sulla formazione. Dolore per le vittime e vicinanza ai familiari dal governatore della Sicilia Renato Schifani e dal presidente dell'Assemblea regionale Gaetano Galvagno. Per il sindaco Roberto Lagalla "non è accettabile che si continui a morire mentre si lavora". L'unione sindacale di base (Usb) ha indetto uno sciopero generale di 24 ore a Palermo e provincia per lunedì 13 aprile, con un sit-in davanti alla sede della prefettura.

lunedì 2 marzo 2026

2 marzo 2026: Ilva di Taranto, muore operaio di 36 anni. Proclamate 24 ore di sciopero


Stava pulendo un nastro trasportatore dell'area Agglomerato quando la griglia metallica sulla quale si trovava ha ceduto e lo ha fatto precipitare nel vuoto per oltre 10 metri.


E' morto così Loris Costantino, 36 anni, operaio della ditta di pulizie Gea Power dell'appalto ex Ilva. L'uomo, sposato e padre di due bambini, nella caduta ha riportato gravi lesioni al torace e alle braccia: è stato subito portato in infermeria, poi trasferito all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto dove è morto subito dopo il ricovero.


Il 12 gennaio scorso, in un incidente simile, era morto un altro operaio, il 47enne Claudio Salamida. Mentre stava controllando alcune valvole del convertitore 3 dell'acciaieria 2, il pavimento grigliato sul quale si trovava si sbriciolò e lo fece cadere dal quinto al quarto piano. Salamida era sposato e aveva un figlio. Anche sull'incidente di oggi la Procura di Taranto ha aperto un'indagine per omicidio colposo e ha sequestrato l'area dismessa nella quale è morto il 36enne.

lunedì 16 febbraio 2026

16 febbraio 2026: muratore bergamasco precipita dall'alto e muore.

 

Incidente sul lavoro in centro a Cremona: muratore bergamasco precipita da dieci metri e muore

LA TRAGEDIA. E’ successo lunedì 16 febbraio in un cantiere in centro a Cremona: un operaio di 55 anni è morto. Lavorava per una ditta bergamasca e lui stesso risiedeva sul nostro territorio. La Cgil: nel 2025, nella sola Bergamasca, i morti sul lavoro sono stati 22, quattro in più rispetto al 2024.


mercoledì 11 febbraio 2026

7 febbraio 2026: Stefano Vuolo muore a 55 anni sul lavoro

E' morto schiacciato da uno scaffale. I carabinieri indagano sull’incidente in una ditta di Pennabilli. La vittima residente in città era padre di tre figlie.

Pennabilli (Rimini), 7 febbraio 2026 – La giornata lavorativa era iniziata da poco quando, ieri mattina, intorno alle 7.30, si è verificato il grave incidente costato la vita a Stefano Vuolo, 55 anni, residente a Pennabilli. L’uomo stava lavorando all’interno della Welding Professional, azienda specializzata nella lavorazione dei metalli con sede in via della Pieve, quando è stato travolto da una pesante scaffalatura di metallo. Per lui, purtroppo, non c’è stato nulla da fare.

Disperato l’intervento dei colleghi ma per lui non c’è stato nulla da fare

Nonostante il disperato intervento dei colleghi e dei mezzi di soccorso, il cuore di Stefano ha smesso di battere. Ora sono in corso gli accertamenti per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’incidente mortale. Stando a quanto emerso, pare che Vuolo stesse operando con un carrello elevatore all’interno del capannone quando, per cause che restano ancora da chiarire, una struttura di ferro si sarebbe improvvisamente ribaltata, cadendogli addosso.

Il peso della struttura si è rivelato fatale. I colleghi presenti in azienda hanno immediatamente compreso la gravità della situazione e hanno dato l’allarme. Alcuni di loro hanno tentato di prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dei mezzi di emergenza. Sul posto sono intervenuti rapidamente i vigili del fuoco, che hanno collaborato alle operazioni di messa in sicurezza dell’area, e il personale sanitario del 118.

I sanitari hanno provato a lunghe le manovre di rianimazione

All’arrivo dei soccorsi, le condizioni dell’operaio sono apparse subito estremamente critiche. I sanitari hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma le lesioni riportate erano troppo gravi. Dopo diversi minuti di tentativi, il medico ha dovuto constatare il decesso. Nel frattempo, all’interno dell’azienda sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Pennabilli e gli esperti della Medicina del lavoro, che hanno avviato gli accertamenti di rito. L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, verificare la stabilità della lastra e accertare se le operazioni in corso al momento dei fatti fossero svolte nel rispetto delle procedure di sicurezza previste. L’area interessata dall’incidente è stata sottoposta a rilievi tecnici e fotografici, ma l’azienda non è stata posta sotto sequestro.

    Una foto di Stefano Vuolo, 55 anni


Il cordoglio del sindaco: “La nostra vicinanza alla famiglia”

Vuolo viveva a Pennabilli ed era conosciuto in paese. Lascia tre figlie. Il sindaco Mauro Giannini ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale e della cittadinanza: «A nome del Comune e di tutta la comunità di Pennabilli esprimo il più sentito cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia di Stefano in questo momento di profondo dolore». Le indagini proseguono. I carabinieri, insieme agli ispettori della Medicina del lavoro, stanno raccogliendo testimonianze e documentazione tecnica per chiarire le cause del cedimento della struttura metallica e stabilire se vi siano eventuali responsabilità. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile definire con esattezza quanto accaduto all’interno dello stabilimento nella prima mattinata di ieri.

«Siamo di fronte all’ennesima morte sul lavoro in un paese che continua a tollerare condizioni di sicurezza insufficienti. Non è il destino, non è sfortuna: è un sistema che troppo spesso fallisce su prevenzione, controlli e tutela dei lavoratori. Chiediamo che venga fatta piena luce sulle responsabilità e sulle condizioni di sicurezza» dicono il senatore del M5s, Marco Croatti, e il coordinatore del gruppo di Rimini, Gabriele Lanzi.

sabato 7 febbraio 2026

7 febbraio 2026: Bologna, uomo di 53 anni muore cadendo da un tetto.


Chi è il 53enne morto cadendo dal tetto del centro islamico.

Secondo le ricostruzioni, era salito sull’edificio per controllare lo stato dei lavori, quando il lucernario in plexiglas ha ceduto.

Precipita dal tetto del capannone: Abdelhak Zanbourachi muore a Castello di Serravalle

Si chiamava Abdelhak Zanboura e aveva 53 anni. È morto a Castello di Serravalle, nel Comune di Valsamoggia, il pomeriggio del 7 febbraio. 

Secondo le ricostruzioni, era salito sul tetto di un capannone in via del Lavoro, in uso a un’associazione cultuale islamica, destinato a diventare nuova moschea, per controllare lo stato dei lavori, quando il lucernario in plexiglas ha ceduto. 

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Casalecchio e gli operatori della Medicina del lavoro dell'Ausl di Bologna, oltre ai sanitari del 118, ma i tentativi di rianimarlo sono stati vani. 

Abdelhak Zanboura, residente nella zona, era impiegato come saldatore in un'azienda. Lascia la moglie e due figli piccoli. Ora saranno le forze dell'ordine e gli ispettori del lavoro stabilire l'esatta dinamica del decesso.

lunedì 2 febbraio 2026

Crans Montana: purtroppo le vittime salgono a 41

 

Morto un 18enne svizzero ricoverato a Zurigo

Sale il tragico bilancio
Una tragedia che ha fatto registrare l'ennesima vittima: un diciottenne svizzero che era ricoverato, in condizioni disperate, nell'ospedale di Zurigo. La conferma del decesso è arrivata con una nota del Canton Vallese, Beatrice Pilloud in cui si spiega che la morte del ragazzo risale a sabato. Sul fronte delle indagini le prossime saranno cruciali: si attende una decisa accelerazione nella collaborazione giudiziaria tra la Svizzera e l'Italia. Entro la prima metà di febbraio dovrebbe avvenire l'incontro tra i magistrati elvetici e quelli della Procura di Roma che sulla vicenda ha aperto un fascicolo in cui si procede anche per il reato di disastro colposo.

Nei giorni scorsi la Procura vallesana ha dato il sostanziale via libera all'assistenza giudiziaria dando seguito alla rogatoria che i pm di piazzale Clodio avevano trasmesso intorno al 10 gennaio. Nell'atto gli inquirenti romani chiedono di potere avere tutta l'attività istruttoria svolta dagli omologhi elvetici. Non solo i verbali degli interrogatori degli indagati e dei testimoni ma anche la documentazione sulle autorizzazioni ricevute dal comune e tutti gli atti relativi al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza. Al momento il procedimento italiano è contro ignoti ma con la trasmissione dei primi documenti si procederà, in primo luogo, all'iscrizione nel registro degli indagati di Moretti e della moglie Jessica. I due torneranno l'11 e il 12 febbraio - per la terza volta - davanti alla procuratrice aggiunta del Vallese Christine Seppey e alle decine di avvocati delle famiglie delle vittime per un nuovo interrogatorio. Un atto istruttorio, visto il numero delle parti presente, che si terrà in un'aula da 170 posti nel campus universitario di Sion.

Per quanto riguarda l'invio di un team investigativo - di cui faranno parte agenti della Squadra Mobile e dei Vigili del Fuoco - al momento i pm di Roma non hanno ricevuto comunicazioni. Lo step successivo è rappresentato dalla creazione di una squadra investigativa comune a cui prenderanno parte anche gli altri Paesi coinvolti nella strage. Solo allora potrà iniziare l'indagine congiunta, a cui prenderanno parte anche i pm, per la raccolta delle prove. Agli atti delle indagini potrebbero finire parte delle 171 telefonate arrivare al centralino del soccorso sanitario svizzero negli istanti successivi allo scoppio dell'incendio. La prima è arrivata qualche secondo prima delle 1:30: "Vorrei che veniste, perché c'è un'emergenza al Constellation", si sente nell'audio reso noto nei giorni scorsi dalla televisione francese BfmTv. In quel momento, le dimensioni del disastro non erano ancora chiare e sembrava trattarsi di una semplice richiesta di intervento dei vigili del fuoco. Poi è un crescendo di drammaticità: "Per favore, è il Constellation a Crans-Montana signora, c'è un incendio, ci sono dei feriti", chiede aiuto un'altra persona disperata. "Bisogna mandare i soccorsi subito, ci sono troppi feriti!", grida. Le chiamate hanno continuato ad arrivare fino alle 3 del mattino.

sabato 31 gennaio 2026

Analisi dei dati: al termine di gennaio 2026 già 58 decessi.

In Italia, il fenomeno delle morti sul lavoro continua a essere un'emergenza nazionale. Secondo le ultime proiezioni, il 2025 si è concluso con un bilancio drammatico di circa 1.450 vittime complessive. 

Statistiche recenti (2025-2026)

Inizio 2026: Il nuovo anno è iniziato con una media preoccupante. Solo a gennaio 2026 si sono già registrati 58 decessi (49 sul lavoro e 9 in itinere).

Settori e Regioni: La Lombardia rimane la regione con il più alto numero di vittime in occasione di lavoro. Le attività più colpite sono il settore manifatturiero, il commercio e l'agricoltura. 

Diritti e Procedure in caso di decesso

In caso di incidente mortale, si attivano immediatamente specifiche tutele per i familiari superstiti:

Risarcimento INAIL: L'istituto eroga una rendita ai superstiti (coniuge e figli) o un contributo una tantum.

Indennità contrattuali: Gli eredi hanno diritto al pagamento del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e dell'indennità sostitutiva del preavviso, come previsto dall'art. 2122 del Codice Civile.

Responsabilità penale: Le procure aprono regolarmente indagini per omicidio colposo o violazione delle norme sulla sicurezza, come avvenuto nei recenti casi di Brusasco e Este.

venerdì 23 gennaio 2026

23 gennaio: OPERAI-CIDIO. Tre operai morti in Italia nella giornata di oggi, i sindacati parlano di emergenza nazionale.

 

Morti sul lavoro, tre in un solo giorno: gli incidenti a Palermo, Livorno e nell'Aquiliano

Tre operai sono morti in tre distinti incidenti sul lavoro a Palermo, Livorno e in provincia dell'Aquila. Le dinamiche sono diverse ma accomunate da gravi carenze di sicurezza, ora al centro delle indagini. Cresce il bilancio delle vittime di gennaio, mentre i sindacati parlano di emergenza nazionale


Palermo, operaio precipita da un'impalcatura

A Palermo, un lavoratore di 40 anni, è morto dopo essere precipitato da un'impalcatura all'interno del capannone di una ditta in via Emiro Giafar, dove stava effettuando alcune riparazioni. Quando i sanitari del 118 sono arrivati, per lui non c'era più nulla da fare. I carabinieri e i tecnici dello Spresal dell'Asp hanno avviato gli accertamenti per verificare le condizioni di sicurezza del cantiere e la posizione lavorativa dell'uomo.


Livorno, schiacciato dalla benna della gru del camion

A Livorno, un operaio di 51 anni, trasportatore originario di Ponsacco (Pisa), è rimasto schiacciato dalla benna della gru del proprio camion mentre stava scaricando materiale edile in un piazzale di carico e scarico. L'incidente è avvenuto intorno alle 9 del mattino. Secondo una prima ricostruzione, la benna si sarebbe abbassata mentre l'uomo era impegnato a movimentare dei laterizi sul pianale del mezzo. Sul posto sono intervenuti ispettorato del lavoro, polizia scientifica e il pm Daniele Rosa. L'area e il camion sono stati posti sotto sequestro.



     Nell'immagine sopra un esempio di benna.

Aquila, travolto da un mezzo meccanico in cantiere

In provincia dell'Aquila, infine, è morto nella notte un operaio romeno di 59 anni, residente a Civitavecchia, rimasto gravemente ferito il giorno precedente in un cantiere a Petrella Liri, frazione di Cappadocia. L'uomo stava lavorando alla realizzazione di una nuova centrale idroelettrica quando è stato travolto da un mezzo meccanico. Trasportato in elisoccorso all'ospedale di Avezzano e operato d'urgenza, non è sopravvissuto alle lesioni riportate. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti.


mercoledì 21 gennaio 2026

22 gennaio: morto operaio di 25 anni


Un operaio di 25 anni è morto nella serata di ieri un un'azienda agricola di Brusasco, nel Torinese, a seguito di un incidente sul lavoro.

L'uomo, residente a Monteu da Po, è morto incastrato in un macchinario utilizzato per sminuzzare il fieno.

Sono stati i colleghi a trovarlo ormai senza vita. Il personale del 118 di Azienda Zero è poi intervenuto per soccorrere la madre del 25enne colta da un malore.

  Toccherà adesso ai carabinieri della compagnia di Chivasso e agli ispettori dello spresal dell'Asl To4 ricostruire la dinamica e dell'incidente. 


mercoledì 7 gennaio 2026

Strage di Crans Montana - notte di capodanno 1 gennaio 2026


Dove: nel locale Le Constellation a Crans-Montana (Svizzera). 
Quando: nella notte del 1° gennaio 2026 durante i festeggiamenti del Capodanno.
Bilancio: 40 vittime, 116 feriti. 


🔥 Cause e dinamica dell’incendio
Le autorità ritengono che il rogo sia stato accidentale:
Il fuoco sarebbe partito da fiamme o scintille di «fountain sparklers» (candele pirotecniche) attaccate a bottiglie di champagne che sono state portate troppo vicino al soffitto. 
Il materiale del soffitto (schiuma fonoassorbente) si è rivelato altamente combustibile, facilitando la rapida propagazione dell’incendio e un fenomeno di flashover, in cui la temperatura sale così rapidamente da far bruciare simultaneamente tutte le superfici. 


⚠️ Criticità e potenziali errori di sicurezza
Gli esperti e le prime indagini indicano diverse possibili lacune nelle misure di sicurezza:
🔹 1. Uso di materiali infiammabili nel locale
Il soffitto e materiali fonoassorbenti usati non erano sufficientemente ignifughi o protetti: materiale altamente combustibile può accelerare drasticamente un incendio. 
🔹 2. Dispositivi pirotecnici in ambiente chiuso
L’impiego di fountain sparklers o «candele pirotecniche» in un locale affollato è pericoloso e generalmente sconsigliato dalle norme di sicurezza dei locali pubblici. 
🔹 3. Vie d’uscita inadeguate o congestionate
Testimonianze e rapporti indicano che l’unica uscita praticabile era una scala angusta, creando un effetto collo di bottiglia durante la fuga dei festeggianti. 
🔹 4. Capienza e controllo delle persone
Non è ancora chiaro se la capienza del locale fosse adeguatamente rispettata o controllata al momento dell’incendio. 
🔹 5. Ispezioni e controlli
È ancora oggetto di verifica se i controlli antincendio obbligatori fossero stati effettuati regolarmente, con alcune fonti che suggeriscono ispezioni poco frequenti o insufficienti, nonostante la grande affluenza del locale. 
🔹 6. Norme di prevenzione incendi
Esperti civili hanno definito la tragedia «evitabile», notando che la combinazione di spazi affollati, materiali combustibili e fiamme libere è esattamente quel tipo di rischio per cui le normative antincendio sono state rafforzate negli anni. 

📌 Inchieste e responsabilità
Le autorità svizzere hanno aperto un’inchiesta per incendio e omicidio colposi, per capire se ci siano stati comportamenti negligenti o violazioni delle norme di sicurezza da parte dei gestori o di altri responsabili.

lunedì 5 gennaio 2026

Omissione di soccorso?



 

Crans-Montana, Jessica Moretti fuggita dall'incendio con l'incasso: la proprietaria è figlia di un pompiere

Jessica Moretti è scappata con l'incasso durante l'incendio, lo mostrerebbero le immagini delle telecamere all'esterno del locale a Crans-Montana

venerdì 12 dicembre 2025

Bergamo, via Tiraboschi, 12 dicembre 2025

Un operaio di 57 anni è morto a Bergamo in centro, in via Tiraboschi, dopo aver avuto un malore su un ponteggio, cadendo all'indietro e battendo violentemente la testa, decedendo poi in ospedale; l'incidente è avvenuto il 12 dicembre 2025. I soccorsi sono intervenuti con un'autoscala per recuperare l'uomo, trasportato in codice rosso al Papa Giovanni XXIII, dove è deceduto poco dopo, probabilmente per un'emorragia cerebrale. 

Dettagli dell'incidente:

Luogo: Cantiere edile in via Tiraboschi, centro di Bergamo.

Data: 12 dicembre 2025.

Causa: Malore improvviso mentre lavorava sul ponteggio, che ha causato una caduta.

Esito: Morte dell'operaio per le gravi lesioni riportate alla testa, come riportato da Repubblica, Informatore Orobico e RaiNews, L'Eco di Bergamo.

Intervento: Vigili del fuoco (con autoscala) e 118 sul posto, con successiva constatazione del decesso in ospedale

Un’osservazione sulle cause del decesso

È da tanto tempo che si parla di assumere personale ispettivo da inviare nei cantieri edili per il controllo delle condizioni di sicurezza in cui lavorano gli operai, ma ancora non si è visto alcun risultato. Una cosa sarebbe evidente: se la vittima avesse indossato l’elmetto di sicurezza, con molta probabilità, non avrebbe riportato il trauma cranico che sarebbe stata la causa del suo decesso

mercoledì 3 dicembre 2025

Operaio di 27 anni, Mohssine Ghouati, morto il 3 dicembre a Montello

Un giovane operaio di 27 anni, Mohssine Ghouati, è morto il 3 dicembre 2025 alla Montello Spa a Montello (BG), schiacciato da un rullo trasportatore mentre lavorava come manutentore per una ditta esterna. La tragedia ha portato a proteste dei lavoratori e scioperi, con richieste di maggiore sicurezza. 

Dettagli dell'incidente:

Vittima: Mohssine Ghouati, 27 anni.

Data: Mercoledì 3 dicembre 2025.

Luogo: Stabilimento Montello Spa, Montello (BG).

Causa: È stato risucchiato e schiacciato da un rullo trasportatore mentre svolgeva attività di manutenzione in una buca di carico.

Reazione: L'incidente ha scatenato scioperi e proteste da parte dei sindacati (Fiom Cgil) per le condizioni di sicurezza e perché l'azienda non avrebbe fermato la produzione immediatamente

👉DVR: richiedi verifica gratuita a Bergamo

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