La sicurezza nei luoghi di lavoro resta uno dei temi più rilevanti in Italia e anche nella provincia di Bergamo. I dati più recenti disponibili mostrano un quadro complesso: da un lato una lieve stabilizzazione degli infortuni, dall’altro una persistenza di criticità in alcuni settori produttivi.
Il quadro nazionale: infortuni e andamento 2025–2026
Secondo i dati INAIL più recenti, nel 2025 in Italia sono state registrate circa 597.710 denunce di infortunio sul lavoro, con un aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente.
Tra questi:
- circa 416.900 infortuni avvenuti in occasione di lavoro
- circa 99.939 infortuni in itinere (tragitto casa-lavoro)
Le denunce di malattie professionali risultano anch’esse in crescita, segnalando un problema non solo legato agli incidenti immediati, ma anche all’esposizione prolungata a rischi sul lavoro.
Morti sul lavoro: un dato che resta stabile ma critico
Nel 2025 le denunce di infortuni mortali in Italia sono state circa 792, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.
Questo significa che, nonostante le misure di prevenzione e la maggiore attenzione normativa, il numero di decessi nei luoghi di lavoro non mostra ancora un calo significativo.
La situazione in Lombardia e nella provincia di Bergamo
La Lombardia resta una delle regioni con il maggior numero assoluto di infortuni sul lavoro, anche in virtù della forte concentrazione industriale.
Per la provincia di Bergamo, le analisi territoriali più recenti indicano:
- circa 12.700 infortuni sul lavoro nel 2025
- circa 22 casi mortali registrati nello stesso periodo
Bergamo risulta quindi tra le province lombarde più esposte, insieme ad altri territori a forte vocazione produttiva.
Questo dato non implica necessariamente un peggioramento della sicurezza rispetto al passato, ma riflette anche:
- l’elevata densità di attività industriali e manifatturiere
- la presenza di logistica e trasporti
- l’ampio numero di lavoratori occupati rispetto ad altre province
Settori più a rischio
Le analisi INAIL e territoriali evidenziano che i settori con maggiore incidenza di infortuni restano:
- industria manifatturiera
- costruzioni ed edilizia
- trasporti e logistica
- agricoltura e lavori meccanizzati
In questi comparti il rischio è legato soprattutto a:
- utilizzo di macchinari
- movimentazione manuale dei carichi
- traffico e attività su strada
- carenze organizzative o formative
Un elemento chiave: prevenzione e controlli
Un dato importante riguarda l’aumento delle attività di controllo e prevenzione da parte degli enti ispettivi e delle aziende sanitarie locali.
In provincia di Bergamo, le attività di vigilanza includono:
- ispezioni nei luoghi di lavoro
- controlli su formazione e DPI
- interventi in cantieri e aziende ad alto rischio
- monitoraggio degli infortuni gravi e mortali
Questo incremento dei controlli può portare anche a un aumento delle denunce registrate, senza che ciò corrisponda necessariamente a un peggioramento reale della sicurezza.
Infortuni in itinere: una quota sempre rilevante
Una parte significativa degli incidenti riguarda gli spostamenti casa-lavoro.
A livello nazionale, circa 1 infortunio su 5 avviene durante il tragitto lavorativo.
Questo dato evidenzia come la sicurezza sul lavoro non riguardi solo l’ambiente aziendale, ma anche la mobilità quotidiana dei lavoratori.
Conclusioni
Il quadro della sicurezza nei luoghi di lavoro a Bergamo nel 2026 si può riassumere così:
- livello di infortuni ancora significativo, ma stabile
- provincia tra le più esposte per volume produttivo
- mortalità sul lavoro ancora troppo alta e poco in calo
- forte peso dei settori industriali e logistici
- crescente importanza della prevenzione e dei controlli
La sfida principale resta quindi quella di ridurre non solo il numero degli incidenti, ma soprattutto la gravità degli eventi e il rischio nei settori più esposti.
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